Cesare Carabba

C'è bisogno di spazio, c'è bisogno di luce, di prospettiva nuova che conduce a nuova visione.

Cesare Carabba nasce a Lanciano nel 59.  

Nel 1982 si trasferisce a Pavia per studiare Medicina.

 Lauretao in Medicina e Chirurgia, si specializza i Orotinolaringoiatria. 

Odontoiatra di professione, coniugato con tre figli, vive tutt'ora  a Pavia. 

Ama scrivere e fotografare.

Diversi i riconoscimenti fotografici e i premi letterari al suo attivo. 

Nel 2016 e 2017 vince il concorso letterario "Caratteri di donna e di uomo" indetto dal Comune di Pavia, pubblicato da Ibis edizioni.

Inserito nell'Enciclopedia di Poesia Contemporanea 2017, vol 7, Fondazione Mario Luzi, con tre opere poetiche. 

Altre sono le pubblicazioni di poesie e racconti con diversi editori: Aletti editore, Poesia e Solidarietà, il Battello, Apollo edizioni.

Nel 2020 pubblica il libro "Il mercante d'aria", PAV edizioni Roma, e un libro di racconti: "Scelgo te", Amazon edizioni. 

Nel 2024 pubblica con la casa editrice Rocco Carabba di Lanciano  il romanzo Reni Konge.

Inserito nel sito fotografico professionale 1x.com.

E' presente con un suo lavoro alla mostra internazionale "The Poetry of the Moment" indetta da Aigners Art, Zurigo.

E' presente con un suo lavoro alla mostra fotografica presso la galleria d'arte Dantebus via Margutta, Roma.

Primo classificato "La porta della luce" concorso indetto dal Bel San Michele, Pavia.

Primo classificato giuria popolare concorso "Il Naviglio" indetto dalla Provincia pavese.

Primo classificato concorso fotografico "Pinerolo e i suoi abitanti".

Varie sono le pubblicazioni delle sue foto a tema Street.




Reni Konge

L'ho finito. Dire che è STUPENDO è poco, Dire che è ENTUSIASMANTE è poco, DIRE che vorresti leggerlo tutto d'un fiato è poco, DIRE che ti lascia sempre col fiato sospeso è poco e non ti lascia mai un secondo perché SEMPRE C'è la SORPRESA comunque che si risolve BENE..... Giovanna B.

Galleria d'arte Zurigo, mostra fotografica
Galleria d'arte Zurigo, mostra fotografica
Spotlight on the golden hour

Di Cesare Carabba

Audioguida Descrizione


Cesare Carabba ha scelto la via dell'arte fotografica, nel suo significato etimologico di scrivere con la luce, per la sua grande potenza espressiva. Le fotografie di Cesare tanto riescono a fermare l'attimo di bellezza ed emozione quando arriva, quanto permettono di condividerlo. In ogni opera, c'è un pizzico di magia perché ciò che si vede non rappresenta solo un quid esterno, ma esprime anche un qualcosa di profondo che viene da dentro. L'opera qui esposta si intitola Spotlight on the golden hour e l'autore la descrive così: Uno spazio di luce rotondo, una sacca luminosa dove sostare e trovare riparo. Fuori la vita nella strada scorre veloce e ripropone eventi già conosciuti. In questo luogo appartato e intimo, invece, si fa preziosa la luce, che, come oro, lastrica il selciato e trasfigura chi sosta o passa. Ecco che, allora, tra vicoli e portici in uno scorcio urbano compare una sacca di luce che ingloba un uomo in piedi vicino alla sua bicicletta. Il roveto biblico, teofania che si manifesta sul Sinai a Mosè, arde di una luce divina e brucia senza consumarsi… ebbene, lo stesso avviene per chi – autore, soggetto e pubblico – è illuminato dall'arte fotografica di Cesare. Così è possibile finalmente vedere e riconoscere le tappe fondamentali nella storia personale e in quella universale.

Nota biografica«Sono nato a Lanciano nel '59, vivo a Pavia dove ho studiato e lavoro. Sin da quando ero ragazzo ho sentito il bisogno e il conforto della scrittura. Successivamente, negli ultimi anni, ho compreso la potenza espressiva della fotografia. Grazie ad essa ho potuto trattenere nell'immagine fotografica scenari e soggetti cittadini. Quando fotografo cerco la giusta luce, scoprendola sempre diversa, variamente interpretata dalle ore del giorno e dalle stagioni. L'elemento umano nelle mie foto è parte essenziale del mio modo di raccontare. Ho ricevuto negli anni vari riconoscimenti artistici, letterari e fotografici. Sono presente sul sito fotografico professionale 1x.com, ho esposto presso la galleria d'arte Aigners di Zurigo, le mie foto sono state pubblicate su diverse riviste e libri inerenti alla street photography.»

Traccia audio opera esposta

Ricordi


Qualche mia poesia o racconto

Intervista con Pietro Rizzi, fondatore di @fotopavia (2021)

Una Pavia inedita, originale e mai banale anima le fotografie di Cesare Carabba che i nostri follower hanno avuto la possibilità di apprezzare negli ultimi anni di attività di @fotopavia.

Per saperne un pò di più vi invitiamo a leggere l'intervista che abbiamo pubblicato.

Cesare la prima domanda è d'obbligo, quando è nata la passione per la fotografia?

Cesare Carabba: come la maggior parte di noi, fino a una dozzina di anni fa, ho fotografato solo per ricordare gli affetti familiari e le situazioni vissute assieme a loro. La vera passione fotografica è nata quando mi sono accorto che alcuni miei scatti mi trasmettevano un qualcosa che non capivo appieno, diverso da ciò che intendevo fotografare. Mi sono chiesto cosa fosse e ho cercato negli anni successivi, anche studiando e frequentando i corsi fotografici, di affinare questa ricerca al fine di provare a comunicare ad altri il mio sentire.

Ogni volta che pubblichi uno scatto di Pavia è come se scoprissimo per la prima volta la nostra città che si presenta sempre sotto aspetti inediti e originali. Quali sono i motivi ispiratori delle tue immagini?

Cesare: In ogni scatto cerco tagli e prospettive insolite di cose che abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi. Non amo la rappresentazione fatta è finita di un monumento o di una strada, ma provo a scomporre in linee, geometrie, luci e ombre, tutto ciò che Pavia può offrirmi. Questa è una città accattivante, ricca di vicoli, di stradine antiche che in ogni stagione e ogni ora del giorno offrono scenari sempre diversi. È in questi luoghi che tento una visione più intima e personale.

La foto paesaggistica del Duomo di Pavia ritratto dal Siccomario col Ticino azzurro e le montagne innevate tutte attorno ha riscosso un enorme successo tra i nostri follower, ci racconti come è nato questo scatto

Cesare:Quasi sempre fotografo spostandomi da un posto all'altro con la bicicletta e quella che tu hai descritto è una delle mie passeggiate preferite. Da quella prospettiva il complesso del Duomo sembra come arroccato su un'isola. Ai suoi piedi il fiume è una larga è lucida strada spesso solcata da barche o canoe. In molte occasioni ho intravisto le montagne che si ergevano dietro alla cupola del Duomo, spesso sbiadite dalla foschia e dallo smog. Nel giorno di quello scatto c'erano le condizioni climatiche perfette, faceva freddo e c'era vento. Quasi sempre, quando capisco che una immagine è valida, cerco sempre di cogliere anche qualche altro particolare che la arricchisca maggiormente, quello che io definisco il "momento" e in questo caso ho atteso che i due canoisti che si intravedono in basso a sinistra, si portassero nella giusta posizione. Quando trovo in città una prospettiva accattivante non la mollo più e spesso torno sul luogo in altre ore del giorno o addirittura in stagioni diverse e dempre mi stupisco nello scoprire uno scenario nuovo.

La nebbia è una componente quasi imprescindibile della nostra città, che emozioni ti suscita e come le traduci nella tua fotografia?

Cesare:Dopo essermi scontrato con la nebbia durante i primi anni di università, ho imparato ad apprezzarla fino quasi ad amarla. Fotograficamente la nebbia è una formidabile occasione per esaltare il soggetto estraniandolo dallo sfondo. La nebbia inoltre trasmette sensazioni nostalgiche, eteree e induce alla introspezione. Sfumando le cose lontane, la nebbia fa sì che la cittá si trasformi in un insieme di piccole stanze disegnate dalla luce dei lampioni, stanze solitarie e imprecise, dove i passanti sembrano apparizioni evanescenti. A prescindere dalle difficoltà tecniche dovute alla scarsa illuminazione direi che per la mia fotografia, la nebbia è preziosa per chi ama fotografare.

Nelle tue foto in bianco e nero, la luce e le ombre sprigionano una incredibile energia vitale. Quali sono le motivazioni che ti portano a scegliere questa tecnica?

Cesare: il colore credo faccia maggiormente apprezzare una foto dal vasto pubblico, visto anche il numero di gradimenti che portano le fotografie a colori rispetto e quella in bianco e nero.

Questo genere e forse più apprezzato dagli addetti ai lavori.

Quando però il colore di uno scatto non porta nessun tipo di messaggio al racconto fotografico è meglio eliminarlo. Comunque sia non mi è mai capitato che una brutta immagine a colori diventi una bella immagine in bianco e nero. Se vuoi colpire al cuore credo si debbano usare i colori, se invece si mira alle viscere dell'osservatore è meglio scattare nelle infinite tonalità del grigio.

Le persone ritratte nelle tue foto sono spesso presenti di spalle o come ombre, ci spieghi il perché di questa scelta?

Cesare:Secondo il mio intento, inserire una persona non riconoscibile all'interno di una fotografia da una connotazione all'immagine assai particolare e la arricchisce.

Non amo fotografare soltanto le costruzioni o gli scenari naturali. Se non c'è una persona all'interno della scena, magari in precedenza studiata, io non scatto. Il mio vuole essere sempre un racconto in cui il soggetto è un essere umano. Un uomo qualunque, non riconoscibile e in cui ognuno può riconoscersi. Nel mio immaginario, cogliendo persone all'interno di scenari cittadini, Pavia diventa una sorta di mamma che accoglie e protegge chi la attraversa. Le pietre in tal modo posano assieme alla gente, impegnandosi di umano e restituendo la loro eternità a chi passa.


Alcune foto pubblicate su 1X.com