Attimi di Luce
Cripta del Duomo di Pavia, dal 18 febbraio 2026
al 6 Aprile

Attimi di Luce è una vostra fotografica composta da più di 50 mie fotografie in bianco e nero e da alcune mie poesie. L'epoca degli scatti varia dal 2018 al 2025.
Volutamente ho convertito il colore in bianco e nero, per dare maggiore rilevanza ai soggetti e alla composizione fotografica.
Fotografare per me e fonte di continua scoperta, non solo del mondo circostante, ma anche di quelle sfumature interiori che traspaiono attraverso gli scatti.
La fotografia si compone sempre di una parte tangibile e reale, esterna a noi, ma svela anche ciò che il Fotografo osserva e cerca al di fuori di se stesso.
Inoltre, in certi tipi di fotografia, chi guarda trova aspetti diversi da un altro osservatore.
Alcune foto sorprendono alcuni maggiormente per alcuni particolari, altre vengono codificate secondo altra esperienza.
Per questo motivo, la fotografia ha la capacità di restituire e di esaltare quegli aspetti emotivi, psicologici ed esistenziali propri della nostra specie umana.
Un secondo progetto: " Oltre lo schermo" , vuole essere proprio la riscoperta d'una ricchezza spesso celata, la realtà che ci circonda, l'attimo in cui possiamo osservarla, il messaggio che porta in noi.

Chiave di lettura
"La mia fotografia mette al centro l'essere umano, colto nel dinamismo urbano o nella quiete delle attività quotidiane. Per me, la scena è importante quanto il soggetto: integro elementi architettonici e dettagli ambientali per costruire un racconto in cui il passante diventa protagonista assoluto.
Nel tempo, ho imparato che una determinata luce è fondamentale per evocare una dimensione interiore e arricchire lo scatto di emozioni profonde; ogni immagine diventa così un dialogo tra il mondo esterno e l'animo umano.
Quando possibile, amo collocare la figura in un fascio di luce, come un augurio per un cammino sicuro: credo infatti che, proprio come il chiarore fisico illumina il passo del viandante, una luce interiore consapevole guidi lo spirito verso la conoscenza e il bene."
Cesare Carabba
Poesie presenti nella mostra

La perla
Non so se quello che ci separa
sia mare o nebbia,
ma so d'averti dentro,
non so, se da dove tu guardi,
anch'io risulti così
lontano e evanescente,
non so chi sei.
Attribuisco a te ogni trasparenza,
ogni luce soffusa,
ogni distanza,
sei visione amica,
un sogno tra valve incrostate
di alghe e di salsedine,
sei stupore,
squillo di luce che m'abbaglia,
sei segreta perla
nell'ostrica di mare.


Tetto d'aquila
Se il giorno parla la lingua degli uomini
il tramonto canta quella degli angeli,
in quel confine tra cielo e terra
dove la stella per un attimo riposa
costruirò un giorno la mia dimora.
Una casa ventosa con tetto d'aquila
e finestre d'universo e nel giardino
tra delicati fiori e alberi torti d'ulivo
il gioco dei miei figli, il loro riso.
S'indovina nell'aria il focolare acceso
e tu sull'uscio che attendi la mia voce,
tu che sei pane, tu che mi sfiori l'ala,
tu che sei casa e che da sempre
m'hai voluto amare.

Attendi
Attendi ancora un poco non disperare
che questo fitto buio sta per lasciare
le stanze più segrete del tuo cuore.
Vedrai bambina mia come un colore
d'alba venire ad infuocare il nero
e una punta di lama lucente
lacerare il tetro di quest'ora.
Non ti coprire, allora, piccina mia,
ma togli come un vestito il tuo dolore
e lasciati cadere dentro al brusio
d'un alba nuova, meravigliosa aurora.
E danza, anima mia, avvinta all'aria
come una foglia che s'alza vorticosa
giungendo fin dove il vento ha voglia,
assaporando la vertigine profonda.
E brucia creatura tanto amata,
brucia d'un fuoco che avvolge
e non consuma,
già bruciano gli occhi belli del tuo amore
che attende le tue labbra, il tuo sapore.
Attendi ancora un poco, non disperare,
che questo fitto buio sta per lasciare
le stanze più segrete del tuo cuore.

Il bene
Scrivilo il bene
ogni volta che parla
salutalo il bene
ogni volta che passa
abbraccialo il bene
se ti viene a trovare
fallo sedere con te
quando ti viene a cercare.
Ascoltalo e conserva memoria
del bene,
lento, saggio e ironico
è il suo modo di fare.
Il bene,
come il profumo del pane,
resterà con te
quando dovrai sparecchiare.

Papaveri
Giovin bellezza
ridente avvampi al sole
d'una tarda primavera...
Ma cosa, mio Signore,
plasma la saggezza?
"Inverni, ruggini,
stringersi alla roccia
della mia Parola,
arroventarsi ai raggi
della Speranza,
dare gioia e spesso,
come inutile cosa,
sostare ai piedi d'una Croce
da cui Io ti possa amare "

